CIRCA

Il marchio Clone nasce nel 1994 come una visione del suo creatore, Bruno Bordese. Dopo anni nelle più importanti firme della moda, Bordese sente l’esigenza di realizzare un proprio percorso di arte e design, traducendo in oggetti unici ma pop quello che per gli altri era pura avanguardia. Il suo sogno: cambiare le regole delle scarpe, invertire le leggi del design, creando qualcosa che non esiste, ma con radici concrete. Da qui nasce il nome Clone.

In greco antico, il termine si riferisce alla riproduzione identica di qualcosa, una copia perfetta o con le medesime caratteristiche. Clonare per Bruno significa proprio dare nuova vita al passato, rivisitandolo. In breve, il marchio Clone suscita interesse nei maggiori buyers italiani e stranieri che lo definiscono come “particolare e colto”.

Clone è proprio questo: trasversale tra humor e intellettualismo; anticonvenzionale nella sua fusione tra nuovo e passato. Dal 1998, Clone realizza campagne pubblicitarie per le quali si affida ai più importanti fotografi internazionali, come Bettina Komenda, con lo scopo di consacrare uno stile preciso che negli anni diventa più intellettuale attraverso lavorazioni particolari che accoppiano pelli diverse e accostano tonalità forti come rosso, nero e grigio.

Superato questo periodo più dark, dal 2002 Clone si spinge sempre più verso il pop, operando una ricerca vintage che si affida a una creatività esponenziale che si tramuta nella lavorazione di forme, fondi e nell’uso di materiali prima ritenuti impensabili: dalle pelli di rettili a quelle di rospo, dalle più svariate pellicce alle piume.

Ogni collezione è un parto, una scintilla unica e fugace.

Forse per questo i principali clienti europei di Clone sono designer, architetti, artisti e intellettuali.

E sempre per lo stesso motivo, il marchio ha suscitato grande interesse nei Paesi del Far East, animati da uno spiccato senso di ricerca nello stile e nel materiale, dal rischio, e che sono meno legati a schemi dettati e regole imposte.

Clone oggi continua pop, coerente con l’evoluzione della società e sorprendentemente proiettato verso un futuro che solo un visionario come Bruno Bordese può intravedere.

In continua trasformazione. Perché come lo stesso Bordese ammette “Il prodotto farà la sua strada, ma nessuno può dire quale sarà”.